#LIBRIEDINTORNI 📚 – I curiosi casi dell’editoria. Parte 2: tutte vogliono un fidanzato vampiro 🧛‍♂️🍎💖

È ancora presto, ma già il ristoro della notte ha la velata consistenza di un bel sogno. Tra poco dovrà lasciare il letto, togliersi dalla testa quell’uomo «troppo perfetto per esistere nella realtà» e la scena, in una raduna sconosciuta, che lo vede protagonista insieme a una ragazza come tante (un po’ come lo è stata anche lei, prima di sposarsi; si somigliano pure). Cenerentola di Phoenix, il tempo delle fantasie è finito e deve tornare (ancora una volta) madre di famiglia e casalinga a tempo pieno.

Ma esattamente come accaduto a Cenerentola (anzi, Cinderella: siamo pur sempre in America), alla fine sognare a occhi aperti porterà lontano la nostra eroina. Non all’altare con un manzo di sangue di blu (è già sposata, del resto): ma che importa se diventerà molto più ricca del principe (anzi, Prince Charming) e consorte?

E poi vi dicono che la laurea in Lettere e la voglia di scrivere non vi faranno per sempre felici e contenti.

Chiedetelo a Stephenie Morgan Meyer, autrice della famosissima saga di Twilight, che a trent’anni e con studi umanistici alle spalle è diventata una donna molto, molto famosa (e presumibilmente molto, molto felice).

Una foto della giovane e milionaria autrice e produttrice Stephenie Meyer (nata a Hartford il 24 dicembre 1973).

Per chi ancora non conoscesse il nome di questa serie young adult a tema paranormal romance (o fingesse più semplicemente di non ricordare, oggi preso da letture più impegnate!) né quello della sua creatrice, ci pensiamo noi, in questo secondo appuntamento di #LIBRIBRIEDINTORNI sui casi letterari più eclatanti o semplicemente curiosi.

L’iconica copertina, con il frutto proibito della Genesi, e simbolo dell’amore proibito tra i due protagonisti.

Il futuro da favola della Meyer inizia dunque oramai parecchie estati fa, più precisamente il 2 giugno del 2003.

Intervistata tempo dopo, nei panni di autrice di culto per i millennial, la Meyer mantiene un ricordo lucidissimo di quel mattino: è il primo giorno di nuoto dei suoi tre bambini, e bisogna pensare alla colazione, trovare i costumi, rassettare la casa; fuori il caldo è terribile, la solita estate torrida in Arizona, così riesce a malapena a scrivere qualche appunto sul sogno che ancora le sembra vero quanto le voci dei figli.

Quella mattina, mi sono alzata e mi sono occupata delle necessità più immediate e dopo ho buttato giù tutto quello che avrei potuto far finire nel dimenticatoio. Ero così interessata ai personaggi che, per la prima volta da quando avevo avuto il mio figlio più grande, mi sono seduta al computer e ho iniziato a scrivere.

– Stephenie Meyer al BYU MAGAZINE

Ciò che ha appuntato è stata la versione prima del celebre e amatissimo capitolo trediciConfessioni, in cui l’umana e il ragazzo «bello, eccitante, […] un vampiro», stanno avendo un’intensa discussione su un prato, nel cuore di un bosco ombroso: l’argomento è l’attrazione irresistibile che sentono l’uno verso l’altra; ma è un sentimento pericoloso, il loro, perché il desiderio che lui prova non è solo quello di un innamorato…

Riconoscete per caso questi due soggetti? Still dal film Twilight del 2008.

I personaggi sono entrati nel sangue della Meyer, che non vuole dir loro addio.

Ho iniziato così, allora, non avrei dimenticato la storia, ma sono andata avanti. Mi sento davvero in una situazione in cui del talento ma non lo stavo usando; l’avevo sepolto. E questo è stato il mio calcio d’inizio. Avrei dovuto combinare qualcosa con questo talento. Sembra un po’ strano dire che siete stati ispirati a scrivere un romanzo di vampiri.

– Stephenie Meyer al BYU MAGAZINE

E se davvero non conoscete questa storia, vi incolliamo di seguito la quarta fornita dall’editore italiano, Fazi Editore, a Twilight, primo libro della saga.

Bella si è appena trasferita a Forks, la città più piovosa d’America. È il primo giorno nella nuova scuola e, quando incontra Edward Cullen, la sua vita prende una piega inaspettata e pericolosa. Con la pelle diafana, i capelli di bronzo, i denti luccicanti, gli occhi color oro, Edward è algido e impenetrabile, talmente bello da sembrare irreale. Tra i due nasce un’amicizia dapprima sospettosa, poi più intima, che presto si trasforma in un’attrazione travolgente. Finora Edward è riuscito a tenere nascosto il suo segreto, ma Bella è intenzionata a scoprirlo. Quello che ancora non sa è che più gli si avvicina maggiori sono i rischi per lei e per chi le sta accanto… Mentre nella vicina riserva indiana riprendono a circolare inquietanti leggende, un dubbio si fa strada nella mente di Bella. Il sogno romantico che sta vivendo potrebbe essere in realtà l’incubo che popola le sue notti.

Allora, però, i nomi dei suoi fortunati personaggi non sono ancora quelli impressi nel cuore dei fan. Anzi, all’inizio e per un bel po’ di tempo, entrambi sono ancora privi di un nome.

Per il mio vampiro (di cui ero innamorata fin dal primo giorno) ho deciso di utilizzare un nome che era stato una volta considerato romantico, ma diventato poco popolare per decenni. Mr. Rochester di Charlotte Brontë e Mr. Ferrars di Jane Austen sono i personaggi che mi hanno condotto al nome di Edward. L’ho provato su di lui, e ho scoperto che gli si adattava bene. Per la mia protagonista femminile è stato più difficile. Nulla dei nomi che le ho dato sembrava quello giusto. Dopo aver trascorso così tanto tempo con lei, l’amavo come una figlia e nessun nome era abbastanza buono. Infine, ispirata da questo amore, le ho dato il nome che avevo considerato per mia figlia, che non avevo mai tirato fuori […]: Isabella.”

– Stephenie Meyer, sul suo sito ufficiale

La futura autrice di best seller conclude la stesura del romanzo in soli tre mesi, con l’estate che pesa addosso assieme ai doveri di moglie e madre. Anche se tempo dopo, ripensando a quei mesi, i suoi ricordi sono freschi, fatti di «pioggia e […] verde», come se avesse trascorso davvero tutto quel tempo «nella foresta pluviale della Penisola Olimpica» (dove poi ambienterà la storia) e non nella più popolosa, calda città dell’Arizona.

La foresta della Penisola Olimpica. © Olympic NP

Prima di allora non ha che scritto «niente a parte un paio di capitoli (di altre storie)» non concluse e «nulla dalla nascita del […] figlio maggiore, sei anni prima».

Da quel momento in poi, non passava giorno senza che scrivessi qualcosa. Nei giorni cattivi, volevo solo scrivere una pagina o due; nei giorni buoni, finire un capitolo e dopo degli altri. Per lo più scritto di notte, dopo che i bambini si erano addormentati, in modo che potessi concentrarmi per più di cinque minuti senza essere interrotta. Ho iniziato dalla scena nel prato e ho scritto fino alla fine della storia. Poi sono andata di nuovo all’inizio e ho scritto fino a quando non ho combinato le due parti.

– Stephenie Meyer, sul suo sito ufficiale

Anche il romanzo allora aveva un altro titoloForks, dal nome della cittadina che fa da sfondo alle vicende sentimentali di Bella e Edward. Solo dopo, in fase di editing, il titolo è diventato Twilight.

Per l’ambientazione, sapevo di aver bisogno di un posto ridicolmente piovoso. Mi affidai a Google, come faccio per tutte le mie ricerche, e cercai il luogo con il maggior numero di precipitazioni degli Stati Uniti. Questo posto si è rivelato essere la Penisola Olimpica nello Stato di Washington.

– Stephenie Meyer, sul suo sito ufficiale

Ma oggi la parte più difficile non è completare un romanzo, quanto trovare un editore disposto a investire su un autore sconosciuto: e anche se il piano iniziale è scrivere per puro piacere, senza ambizioni di pubblicazione, l’autrice cambia presto idea.

Ingenuamente, proprio come Cenerentola, è pronta a vivere una magica avventura, spronata dalla sua personale fata madrina, la sorella maggiore Emily, «l’unica che sapeva».

Per usare un eufemismo, ero ingenua circa la pubblicazione. Ho pensato che funzionasse così: stampata una copia del tuo romanzo, lo avvolgi in carta marrone, e lo mandi a una casa editrice. […] Ho iniziato googlando (naturalmente) e ho cominciato a scoprire che questo non era il modo in cui andava fatto. […] Mi sono iscritto a WritersMarket.com e ho compilato una lista di piccoli editori che hanno accettato invii non richiesti e di poche agenzie letterarie. Fu in questo periodo che la mia sorellina, Heidi, mi ha detto del sito web di Janet Evanovich. Nella sezione FAQ per gli scrittori, Janet menzionato Writers House, tra pochi altri, come “la cosa reale” nel mondo delle agenzie letterarie.”

– Stephenie Meyer, sul suo sito ufficiale
Janet Evanovich ha iniziato come autrice di romanzi rosa per poi virare il genere poliziesco. Tradotta anche in Italia, i suoi lavori sono stati pubblicati da Salani e TEA: Otto volante è il suo ultimo romanzo tradotto in italiano.

Alla fine, la Meyer invia una quindicina di email con «le farfalle nello stomaco»: cinque tentativi cadono letteralmente nel vuoto, nove sono i rifiuti ricevuti (di cui solo uno «ha fatto veramente male», da un piccolo agente che ha letto un intero capitolo ma ha fatto «cadere la scure» sull’autostima dell’autrice).

La risposta positiva arriva proprio dalla Writers House (che è l’agenzia che è riuscita a piazzare, tra gli altri, anche Colpa delle stelle di John Green). Ed è davvero un colpo di fortuna, come per Cenerentola perdere la scarpetta al ballo: la regola era accettare young adult lunghi tra le 40.000 e le 60.000 parole (il futuro Twilight ne conta ben 130.000), ma un’assistente di nome Genevieve non era a conoscenza della regola, dunque ha accettato la richiesta di lettura della Meyer, chiedendole i primi tre capitoli. E così l’agente Jodi Reamer ha letto l’inizio della storia di Bella e Edward e, successivamente, ha richiesto l’intero manoscritto. Un mese dopo, con una telefonata, l’agente comunica alla Meyer di volerla rappresentare.

Jodi è la super-agente. Non avrei potuto finito in mani migliori.

– Stephenie Meyer, sul suo sito ufficiale

Insieme lavorano per due settimane al testo, e la prima cosa da cambiare è il titolo dell’opera. Dopo, il romanzo viene inviato a nove diverse case editrici.

Anche Megan Tingley, della casa editrice Books, Little, Brown and Company, legge Twilight. E il giorno dopo il weekend del Ringraziamento dello stesso anno, arriva una proposta commerciale allettantissima: 300.000 mila dollari, ma l’esperta agente della Meyer rilancia con un milione; alla fine, l’accordo è firmato per 750.000 dollari, ma per tutti i titoli che comporranno la saga (dopo Twilight, verranno pubblicati New MoonEclipseBreaking Dawn).

Durante il processo di scrittura, la Meyer concepisce non solo quello che sarà il primo libro della saga ma l’intera serie di libri (tutti pubblicati a cadenza annuale: l’ultimo, Breaking Dawn, è uscito nel 2008).

Ed è così che, nel corso di sei mesi, Twilight è stato sognato, scritto e accettato per la pubblicazione.

– Stephenie Meyer, sul suo sito ufficiale

Altro che Cenerentola e il suo piccolo sogno di andare al ballo del principe!

All’indomani dell’esordio nelle librerie americane, nell’ottobre del 2005, il romanzo gode di un successo soprannaturale quanto i personaggi che compongono l’allargata famiglia Cullen.

Entro un mese il libro viene inserito al quinto posto (in seguito scalerà la cima della classifica) nella bestseller list del New York Times e per il giornale Publishers Weekly è nella Best Children’s Books del 2005.

Solo negli Stati Uniti, Twilight è il libro è stato il più comprato del 2008, e dichiarato da USA Today al ventiseiesimo posto dei libri più venduti degli ultimi quindici anni; scende di un posto solo nel 2009, in favore del secondo capitolo della serie, New Moon. Ma anche il resto della saga è andato altrettanto bene: secondo i dati, a novembre del 2011, avrebbe venduto oltre centoventi milioni di copie nel totale delle sue trentotto traduzioni. 

L’adattamento cinematografico, con gli ormai famosi Robert Pattinson e Kristen Stewart, ha incrementato ulteriormente le vendite dei libri.

A volte mi sento un po’ come un ambasciatore per le persone che vogliono scrivere perché rappresento quanto fortunati è possibile diventare. Per la maggior parte delle persone è davvero un difficile il cammino verso la pubblicazione, scrivere il tuo primo libro, buttarsi nella mischia. Per me è stato come un fulmine, sono partita da essere una mamma casalinga […] all’avere una gran bella carriera di scrittrice. Mi piace essere in grado di dire alla gente che può succedere.

Peccato (o forse per fortuna, diremmo noi) che non sempre basti una bacchetta magica a realizzare tutti i desideri.

– Ornella 🐱

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