#MERCOLEDÌINDIPENDENTI – Edizioni Anfora 🏺🗃📑

L’interpretazione del sogno è la via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio […].

– Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni

Apriamo così il nuovo appuntamento con #Mercoledìindipendenti dedicato alla milanese Edizioni Anfora di Mónika Szilágyi, che nel sogno iniziale aveva un indirizzo ben lontano dallo storico “cuore dell’Europa”. 

La casa editrice nasce da un progetto di mio marito [Alain Lapointe], cresciuto in una famiglia di psicoanalisti: decise di voler creare una realtà che pubblicasse autori come Freud e Camus. Il progetto non si concretizzò e io subentrai come sua assistente proponendo di pubblicare letteratura dall’Europa Centrale, con maggiore attenzione per quella ungherese.

Un progetto a cui la liquidità femminile ha senza dubbio giovato: l’acqua scorre, vita e cambiamento; e anche (per chiudere il cerchio) una delle forme dell’inconscio secondo Carl Gustav Jung, che con Freud è stato pioniere della psicanalisi.

Mónika è giovane, ma ha un intuito antico.

Facendo parte di una rivista letteraria ungherese dagli anni dell’università, mi potevo considerare un’esperta in materia e il panorama italiano era lontano dall’essere saturo di proposte magiare imprescindibili e di qualità.

Ci piace vedere un po’ di Mónika nella bella donna protagonista del logo della casa editrice, che dispensa, a chi ha sete di conoscenza, acqua chiara (del Danubio, forse; o magari del fiume Drava, il suo affluente che dall’Italia scorre sino ai Paesi dell’Est, metaforico incontro tra culture).

Nasciamo […] per demolire quel muro tra Est e Ovest che si era creato nelle nostre teste e in quelle dei lettori italiani in seguito a un momentaneo rapporto di forze tra capi di Stato alla fine della Seconda guerra mondiale, e che dopo la caduta del Muro di Berlino ha perso la sua legittimità. Vogliamo ricreare la simbiosi tra letteratura occidentale e centroeuropea attraverso un ponte rigorosamente letterario e identitario.

Sono passati tredici anni da quel crollo liberatorio, quando nel 2004 viene costituita la casa editrice. Ma la cortina di ferro che divide è rimasta. L’acqua dell’Anfora, allora, viene rovesciata sui confini resi aridi dai conflitti, per abbeverare la coscienza dei lettori e far germogliare comunità.

Ma serve tempo per diramarsi in un mondo che è molto più grande di quello che c’era prima. E intanto la direzione può variare, come per un fiume e per i passi umani.

Edizioni Anfora è caratterizzata da due fasi […]. La prima fase, durata anni, ci ha permesso di capire come funzionassero le dinamiche editoriali italiane e ci siamo permesso di sperimentare pubblicando i primi must, per lo più sconosciuti. Gli ultimi anni furono però un momento di riflessione in cui eravamo molto più consapevoli e pensavamo a come avviare un piano diverso […].

Dal 2016 Mónika resta unica portatrice del vaso Anfora e del suo prezioso contenuto (cosa che cambierà due anni dopo, con l’arrivo in redazione di Andrea “Pennywise” Sirna).

Ma attenzione all’acqua: muta sempre; pacificatrice e minacciosa, limpida e profonda, carezzevole e violenta. Plurivalente quanto il nostro animo.

E con le sue proposte necessarie, Mónika ci fa immergere nella cultura dell’Est Europa ma, ancor prima, nell’abisso dell’inconscio umano.

Quando decido di inserire un libro nel nostro catalogo non dimentico quelle che sono le intenzioni di Anfora.

Le ribellioni di un’insofferente ragazza agiata, rinchiusa fuori dal mondo (Abigail); la miseria interiore della borghesia e il giusto compenso che spetta loro, elargito da una povera domestica (Anna Édes); l’amore in forma (anche) di gelosie, tradimenti e separazioni (Settembre 1972); la tirannia ipocrita della famiglia, nido di spine (Affresco); la volontà dell’uomo che troppo spesso diventa totalirismo (Il momento (Creusaide)). Sono solo alcune delle profondità oscure nel catalogo della casa editrice.

Alcuni dei titoli della casa editrice, fortemente riconoscibili nella loro semplicità grafica.

Sono tutte storie forti, che fanno arrabbiare, piangere, salire i brividi. Storie valoriali, che mesciano da dentro il lettore.

Ed è proprio la natura epistemica del testo (oltre al bacino geografico di appartenenza dei loro autori) la fonte a cui attingere per compiere le scelte di catalogo, come ci racconta la fondatrice e direttrice editoriale.

Pubblichiamo il libro che manca in una biblioteca ideale, quello cercato da chi ne aveva sentito parlare e lo aspettava tradotto da tempo. […] Il nostro lettore ideale è sicuramente un lettore che si colloca tra Adelphi e Iperborea, un lettore capace di capire come il cuore del pensiero europeo contemporaneo dipenda soprattutto dalla nostra area geografica di riferimento. Questo profilo è però valido fino ad un certo punto, ci teniamo infatti a proporre dei libri che, pur mantenendo un alto valore letterario, conservano un animo popolare. Non ci sorprende quindi vedere le nostre pubblicazioni tra le mani di lettori giovanissimi o più maturi, i nostri sono classici senza età o genere.

Intenti che mal si mescolano con i soliti sistemi produttivi nel campo dell’editoria.

Ci siamo assestati sulla cifra di quattro pubblicazioni annuali. […] Ci teniamo a dare continuità, lottando contro mille imprevisti, ma garantendo pochi titoli con il massimo della cura. Questo ci permette anche di mantenere un catalogo sempre vivo: nessuno dei nostri titoli viene abbandonato e non prende polvere su qualche scaffale della nostra redazione. Con poche pubblicazioni non possiamo permetterci di sbagliare una mossa, ogni titolo deve essere una sicurezza.

Nessuna scelta azzardata o compiuta di fretta o spinta unicamente dai potenziali profitti. E pochi titoli all’anno. Insomma, una realtà lontana dalle logiche tipiche della produzione editoriale moderna. E a guadagnarne è proprio Edizioni Anfora, che negli ultimi anni ha saputo conquistarsi l’affetto del pubblico e diverse attenzioni da parte della critica.

Anche le copertine sono lontane dai tipici eccessi acchiappa-clienti, grazie al progetto grafico del designer ungherese Csaba Heltai, caratterizzato da semplicità e costanza (tanto nella scelta delle font quanto nelle atmosfere delle suggestioni sul piatto anteriore).

Solitamente preferiamo mettere al centro delle nostre copertine degli oggetti o dei dettagli appartenenti a dei soggetti, che siano in qualche modo legati al libro […]. Per fare questo […] le foto di Andrea Kiss vengono adattate all’interno del progetto grafico […]. Scegliamo una foto, un dipinto o commissioniamo un’illustrazione per poi confrontarci con il nostro grafico e trovare la versione definitiva che renda riconoscibile, anche a metri di distanza, i nostri titoli. 

Se non ci credete, vi sfidiamo a cercare tra gli scaffali delle librerie le proposte Anfora… Dove trovarle? Nelle maggiori catene (Feltrinelli in primis) e in molte librerie indipendenti, con cui la casa editrice si preoccupa di tenere i rapporti con i librai, fondamentali per una piccola realtà.

Rapporti fatti di fiducia, intesa e stimoli che, ad esempio, ci hanno portato a rendere questi spazi i protagonisti dell’Oravecz Tour. Dal 19 al 23 settembre, abbiamo portato in Italia uno dei maggiori letterati ungheresi ed è stato accolto proprio da diverse librerie indipendenti.

Le tappe di questo fantastico tour a cui avremmo voluto tanto partecipare!

Ma gli accostamenti eleganti delle copertine sono ammirabili anche in rete: sebbene il sito sia sprovvisto di e-commerce, è possibile acquistare i libri Anfora online, su tutti i principali store; notizia interessante, per chi come noi preferisce la lettura digitale, è che prestissimo saranno disponibili in ebook gli altri titoli (al momento trovate solamente Anna ÉdesSettembre 1972)!

Al digitale ci siamo arrivati con il 2019 […] e non ci aspettavamo una risposta così importante, tanto che stiamo lavorando per rendere tutto il nostro catalogo disponibile su tutte le piattaforme. A breve dovrebbero arrivare i primi ebook di Magda Szabó: precedenza a La notte dell’uccisione del maialePer Elisa.

Una foto di Magda Szabó (Debrecen, 5 ottobre 1917 – Kerepes, 19 novembre 2007), tra le scrittrici ungheresi più tradotte al mondo.

Abbiamo chiesto a Mónika cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi.

Continueremo la collaborazione con l’Accademia d’Ungheria pubblicando, in occasione di BookCity Milano, Il secondo avvento di Giovanni il Prode di Sàndor Petöfi. Si tratta di un classico ungherese per tutte le età che proporremo con una forma estremamente particolare […]. Concluderemo l’anno con Magda Szabó, la nostra scrittrice più rappresentativa, con il suo Lolò, il principe delle fate. Con questo libro ritorneremo a pubblicare libri per i lettori più giovani, senza dimenticarci dei nostri lettori forti, essendo questo un libro potentissimo e dalle molteplici sfumature. Anche i più grandi ne saranno colpiti, non abbiamo nessun dubbio.

Inutile dire che dopo la lettura de La notte dell’uccisione del maiale (di cui scriveremo, sempre qui, il prossimo lunedì!) e Anna Édes attendiamo come assetate le nuove pubblicazioni!

Prima di salutarci, abbiamo domandato (come da rito) qual è il libro in catalogo preferito dall’editrice e, infine, quale tra le bellissime proposte, secondo lei, è perfetta per noi di Sottolacopertina.

Per Elisa: si tratta di un libro corposo che lessi in meno di ventiquattro ore e che mi ha fregato: siccome si tratta di un romanzo autobiografico, per anni ho creduto che tutti i personaggi e i luoghi citati fossero reali. Quando poi ho scoperto il contrario ho subito chiamato Magda Szabó e il suo figlioccio (e poi erede) e, dopo una discussione, mi confermarono la cosa. Si trattava di un romanzo per lo più politico, legato al Trattato del Trianon e agli effetti che questo aveva avuto sull’Ungheria. Ancora oggi ci sono critici che non hanno capito come questo sia il vero capolavoro di Magda, la sua forma lontana dal renderlo un romanzo tradizionale, rende questa constatazione oggettiva ancora poco chiara. Si tratta del romanzo ungherese per eccellenza che diventa anche simbolo del romanzo europeo del XX secolo. Non a caso quando uscì (nel 2002) rimase […] nelle classifiche ungheresi lottando con titoli del calibro de Il codice da Vinci.

«L’ultima opera scritta dalla somma scrittrice ungherese […]. Doveva far parte di un dittico autobiografico rimasto inattuato, seppure Per Elisa è in sé completo.»

Sicuramente Settembre 1972, il nostro libro del momento. Parlando di sentimenti atavici, del quotidiano e di ogni sfaccettatura di un rapporto amoroso, siamo sicuri che sarà quello che si può definire un long seller. Oravecz è un nome che difficilmente potrà sbiadire nel nostro panorama, anche perché abbiamo intenzione di pubblicare altri suoi capolavori, dando continuità a quelle che è considerato, dopo la scomparsa di Dezső Tandori e György Petri, l’ultimo poeta chiave del Novecento ungherese.

«Romanzo in versi che racconta in 99 istantanee la storia di un amore, dal suo prologo al suo epilogo.»

Ringraziamo ancora Mónika (e Andrea) per il tempo dedicatoci e per i meravigliosi omaggi, di cui vi parleremo benissimo qui e sul nostro canale social.

– Ornella 🐱

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...