#SOTTOCONLENOVITÀ – Scopriamo il “Il secondo avvento di Giovanni il Prode” di Zsolt Jantyik ✍️ ⚔️ 🐑

Dopo il focus dedicato alla casa editrice Edizioni Anfora, nostra ospite del #Mercoledìindipendenti di settembre, torniamo a parlare con il suo staff, in questo nuovo appuntamento con la rubrica dedicata all’editoria indipendente.

E chiacchieriamo insieme su una loro anteprima, Il secondo avvento di Giovanni il Prode di Zsolt Jantyik, arrivata tra le mani dei lettori all’ancora recente Più Libri Più Liberi 2019 ma già stata annunciata al BookCity Milano con tanto di spettacolo musicale al Nuovo Teatro Ariberto con il gruppo ungherese PG e in collaborazione con l’Accademia d’Ungheria in Roma

Ma cosa c’entra un libro Anfora con la musica leggera?

Tutto inizia con Sándor Petőfi, poeta e figura chiave del romanticismo ungherese, nonché importante personaggio della rivoluzione del 1848. È lui l’autore del poema epico Giovanni il Prode del 1845, fiaba in versi di mirevole lunghezza (370 quartine divise in 27 capitoli) e dai notevoli giochi di parole che ha guadagnato enorme popolarità in patria.

Nella letteratura ungherese esistono opere dal respiro certamente più grande, ma è questa fiaba di Petőfi, l’opera che un ungherese vorrebbe regalare e far conoscere ai suoi amici italiani, francesi, tedeschi, ecc., per far loro comprendere il calore, l’humour, la grazia non paragonabile del carattere del popolo magiaro, per far loro sentire il palpito del cuore ungherese.”

– Antal Szerb, Magyar irodalomtörténet

Zsolt Jantyik è il cantante del gruppo musicale PGe suo frontman. Vincitore dei premi eMRTon e Artisjus, è direttore del Debreceni Művelődési Központ, il centro cultura di Debrecen. Laureato in Lingua e letteratura ungherese, Jantyik ha voluto omaggiare Sándor Petőfi e il suo poema scrivendone una rivisitazione, che poi ha messo in scena nello spettacolo in un atto Il pastorello d’argento.

Zsolt Jantyik durante una tappa del tour per l’Europa dello spettacolo dedicato al retelling delle avventure di Giovanni il Prode di Sándor Petőfi: Il pastorello d’argento.

Anfora Edizioni porta in Italia questo lavoro a centosettant’anni dalla scomparsa di Petőfi.

Petőfi non è morto!

– Zsolt Jantyik, Il secondo avvento di Giovanni il Prode

Nel suo libro, Jantyik restituisce (nuova) vita al pastore Giovanni, conosciuto come Pannocchia perché trovato da neonato in un campo di granoturco, che ama ed è riamato dalla bella Iluska ma costretto ad abbondare il suo villaggio: se nell’opera originale questo eroe insieme epico e popolare vive avventure tra la fiaba (combatte i giganti, viene nominato il Prode dal re di Francia, approda perfino in un regno fatato) e il racconto più realistico (si imbatte in alcuni banditi, diventa ussaro, gira per l’Europa e arriva sino in India) in un’epoca sfumata (ipoteticamente, tra il XIV e il XVII secolo), in Il secondo avvento di Giovanni il Prode il protagonista torna dal Regno delle Fate nel nostro mondo, nel nostro tempo, per intraprendere un nuovo viaggio, con tappe e avvenimenti che si rifanno ovviamente al poema originale di Petőfi.

Il poeta e patriota ungherese immortalato in un dipinto di Soma Orlai Petrich del 1849, Petőfi in Mezőberény.

Un percorso che mostra differenze e somiglianze tra l’oggi e il passato, in norme e valori, ma che resta sempre un viaggio avventuroso e fantastico, che affronta i grandi temi cari all’animo umano, e per questo sempre attuali (l’amore, l’eroismo, il dovere verso la patria, la morte).

 Il titolo originale del testo di Jantyik è Ezüstbojtár, cioè Il pastorello d’argento, lo stesso usato per lo spettacolo musicale. Il gruppo ha anche registrato un album omonimo, disponibile in un doppio CD.

Ecco il testo delle bandelle de Il secondo avvento di Giovanni il Prode pubblicato da Anfora.

Quando Sándor Petőfi, il grande poeta del romanticismo ungherese, quasi duecento anni fa scrive il suo Giovanni il Prode non fa altro che attualizzare, riscrivere i grandi testi della letteratura cavalleresca medievale, rinascimentale. Ora il Pastorello d’argento continuare questa catena e riscrive […] il grande classico della letteratura magiara. Il presente volume propone questi due testi insieme al lettore italiano per evidenziare questa catena. La soluzione editoriale di sistemare i contenuti dentro la realtà aumentata prova portare questi tesori della letteratura ungherese anche alle generazioni più giovani […]. Il formato scelto offre inoltre la possibilità di presentare i testi sia in traduzione che in lingua originale, illustrarli con dei filmati presi durante i relativi spettacoli teatrali ed offrire una serie di informazioni complementari che possono essere utili al lettore nel percorso che sta facendo in quel Paese meraviglioso che è la cultura magiara.

Ma cosa vuol dire libro in realtà aumentata

Il libro fisico è solo una piccola parte dell’intera pubblicazione: oltre al testo di Jantyik in lingua italiana, stampato sulle pagine dell’edizione cartacea, Il secondo avvento di Giovanni il Prode è riccamente corredato da contenuti multimediali disponibili tramite un’applicazione prodotta dal gruppo POETRONICART e scaricabile da smartphone: tra i molti, interviste e l’edizione bilingue del poema di Petőfi, alcune scene dello spettacolo musicale e del cartone animato Giovanni il Prode disegnato e diretto da Marcell Jankovics, uno dei più grandi animatori ungheresi che nel 1974 ha ricevuto una nomination all’Oscar per il cortometraggio Sisyphus.

Bisognerà puntare la camera dello smartphone sulle tavole illustrate: solo così l’applicazione farà accedere al materiale digitale. Per ogni tavola illustrata, ci saranno diversi contenuti. Sopra, la tappa del Prode a Budapest.

Un modo ancora nuovo per l’editoria italiana di pubblicare, che incuriosirà i lettori per l’approccio diverso alla scoperta del testo proposto dalla casa editrice: senza il cartaceo i contenuti digitali non sono accessibili; non usufruendo dell’app, l’esperienza sarà un’esperienza di lettura solo parziale.

Il protagonista arriverà anche nella capitale inglese e la nuova tavola darà accesso a ulteriori contenuti extra.

La cura per i dettagli promette però di restare tradizionale, come da regola per Anfora. 

Il progetto grafico è stato realizzato da Ivett Lénárt e Réka Imre, due giovani e talentuose artiste, neolaureate dall’Università Moholy-Nagy, che hanno perfettamente illustrato l’anima storico-fiabesca del libro.

Per la traduzione la casa editrice si è invece avvalsa di una sua “vecchia” collaboratrice: Claudia Tatasciore, che insieme a Vera Gheno ha tradotto il romanzo Affresco di Magda Szabó. Tatasciore e Roberto Ruspanti, che ha tradotto Giovanni il Prode, hanno effettuato su entrambi i testi un lavoro di adattamento metrico sui versi originali in alessandrini nelle versioni italiane; adattamento che ha permesso la distensione di una lingua molto più sintetica rispetto alla nostra. La redazione assicura che la nuova metrica riesce a dare quella freschezza del testo di Petőfi. Il verso alessandrino serve inoltre a mantenere l’originale atmosfera epico-fiabesca che caratterizza i poemi di Petőfi e Jantyik. 

Il progetto, che abbiamo presentato qui in anteprima, uscirà ufficialmente a gennaio in collaborazione e per volontà dell’Accademia d’Ungheria, quando l’app sarà disponibile per tutti i lettori. Lo staff Anfora ha però portato già il testo cartaceo a Più Libri Più Liberi, per permettere ai più curiosi di sfogliare l’ultimo arrivato in catalogo.

E proprio a proposito dei lettori, noi abbiamo chiesto a chi è indirizzata idealmente questa nuovissima proposta.

Il poema Giovanni il Prode ha una doppia chiave di lettura. Si tratta di un testo adatto sia per gli adulti che per i bambini. Lo stesso vale per Il secondo avvento di Giovanni il Prode, ma se pensiamo al pubblico italiano, tra i lettori grandi e piccoli, possiamo pensare a una proposta sicuramente indirizzata a coloro che mostrano curiosità nei confronti della cultura ungherese e agli appassionati di musica leggera (essendoci nel libro anche diverse canzoni a corredo).

Qui il videoclip della canzone Az utolsó száz év, disponibile sul canale ufficiale su YouTube del gruppo.

La speranza è anche quella di poter replicare lo spettacolo musicale, che «ha colpito i ragazzi e le ragazze più giovani presenti in sala». L’intento è organizzare degli eventi con l’Accademia d’Ungheria e quelle associazioni culturali che possono raccogliere ammiratori della letteratura e della musica pop ungherese, diffondendo così vari aspetti della cultura di quel Paese.

Noi di Sottolacopertina, ovviamente, ci auguriamo che questi propositi trovino seguito e ringraziamo Anfora Edizioni per averci raccontato Il secondo avvento di Giovanni il Prode, un’uscita di cui presto vi riparleremo sicuramente!

Ecco la copertina del libro in uscita a inizio 2020. Un’illustrazione combinata di alcuni elementi delle varie tavole presenti all’interno del libro, una sorta di mappa dei luoghi che il protagonista visita nelle sue avventure.

Vive il prode Giovanni, e guarda dal Paese delle Fate ai malanni che affliggon l’angolino di questa terra brulla dal popolo ungherese scelto come sua culla. Come allo specchio vede dei popoli la lotta e il viso di ragazzo ch’è di Gianni Pannocchia. Tra tempi ancora ignoti, sotto venti sbrigliati, tra anime smarrite, spiriti strampalati il suo villaggio sta – e solo un poco svetta il basso campanile di un’umile chiesetta. È lì che accorron certe donnette con premura e non per la raccolta, né per la mietitura, ma perché nel granturco, nei campi dei padroni, un bimbo hanno trovato che neanche va carponi! János è il vero nome, Jancsi per vezzeggiarlo, ma Gianni oppur Giovanni io seguirò a chiamarlo.

– Zsolt Jantyik, Il secondo avvento di Giovanni il Prode

– Ornella 🐱

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