#JUSTREAD ✍️ – Recensione del magazine “Quanto. Cronaca di un suicidio annunciato” 💊 📰 🚀

Nella prefazione del primo volume della nuova rivista letteraria indipendente Quanto, dal sottotitolo Cronaca di un suicidio annunciato, si chiede al lettore di accettare le sue storie «tra scienza e magia», di «abbandonarsi alle speculazioni dello spirito» e non sorprendersi «quando gli capiterà di scoprire che ciò che ha immaginato è divenuto realtà».

Per scoprire di più su questo interessantissimo progetto tutto italiano, leggete qui il nostro focus per il #Mercoledìindipendenti di gennaio. Tutte le immagini, dove non diversamente segnalato, fanno parte dei materiali della cartella stampa.

Un invito non difficile da raccogliere. Grazie alla coerenza della narrazione costruita dal giovane autore Zeno Toppan, perfettamente supportato nel suo reality building da un gruppo eterogeneo di artisti, con i loro contribuiti, e dai materiali della pubblicazione stessa, capaci di suggellare sensorialmente il patto narrativo.

Inoltre il primo volume di Quanto si rifà nel contenuto alle tradizioni della speculative fiction e cioè la narrativa fantastica in senso prettamente moderno, tale a partire dalla denominazione del 1947 ad opera del celebre Robert Anson Heinlein saggio On the Writing of Speculative Fiction: è facile credere a una storia, anzi delle storie, costruite sulle solide fondamenta dei topoi del macrogenere fantascientifico (quasi l’unico filone associato alla speculative fiction fino a gran parte del XX secolo), dai mattoni che sono omaggi piuttosto che noiose copiature.

Cronaca di un suicidio annunciato è poi una lettura speculativa perché fa riflettere. E perché (parafrasando l’attuale signora del fantastico, Margaret Atwood) racconta possibilità non ancora manifeste nella società ma comunque reali. Latenti.

Lo Stato-Azienda è il padre e la madre del mondo. Culla gli esseri umani, ancora minuscoli feti, nel ventre delle fredde serre; li affida a efficienti macchine-balie fino a quando giunge il tempo della scuola; e poi trova loro un lavoro. È previdente, sapiente, puntuale. Nutre, insegna, assegna. Perché il libero arbitrio è solamente «un errore di sistema».

«Ci sono campi, campi sterminati dove gli esseri umani non nascono. Vengono coltivati»: le serre del pianeta terra di Cronaca di un suicidio annunciato, in cui si coltivano i germogli dell’umanità, hanno echi wachowskiani. Illustrazione di Wonkizzle.

Una volta adulti, i figli diventano dipendenti. O clienti. L’Azienda continua a proteggerli, tutti loro. A farli stare bene, liberandoli dal peso insopportabile delle decisioni, dalla vergogna e dal dolore del fallimento. È un impeccabile genitore orwelliano.

Ma la distopia di Cronaca di un suicidio annunciato ha anche sangue dickiano, per la simulazione e la dissimulazione della realtà, l’oppressione del potere, il pericolo sempre più reale della “meccanizzazione” dell’uomo, l’assuefazione. Alcuni tra i temi maggiormente indagati da Philip K. Dick e presenti anche in uno dei suoi romanzi ormai più noti: Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, must (grazie all’adattamento cinematografico Blade Runner) della fantascienza e che sembra aver indirizzato lo sguardo di Toppan.

Anche se la sua visione ha più punti di contatto proprio con il capolavoro del 1982 diretto da Ridley Scott che non con il libro dello scrittore statunitense: la compagnia Tyrell (in Cronaca di un suicidio annunciato, l’Azienda); le colonie extra-mondo (oltre-Sole); i lavori in pelle (biologici); i cacciatori (raccoglitori di coscienze e mastica-sogni).

Nel 2591 il pianeta Terra è talmente inquinato che sporca anche l’anima. La vita è una fabbrica di illusioni da cui si viene congedati con una «missiva di dipartita autoindotta». Una lettera di suicidio. 

Ecco la notifica aziendale di interruzione della prima vita, con dettagliate istruzioni su come portare a termine la propria dipartita passo dopo passo, corredata di illustrazioni esemplificative. © Edicola 518

Assuefatti alla contraffazione (del cibo, dei corpi, dei rapporti e persino della morte), l’identità ha poco più valore di un codice a barre.

Nel corso della mia esistenza sono stato sei volte maschio e sei volte femmina. Mi hanno chiamato con molti nomi, ma adesso sono conosciuto come Philip McGregor. Quando sto nel cloud il mio nome è D-46C-8212. Ricordo solo che lì fa freddo. 

– Philip McGregor, Cronaca di un suicidio annunciato

I desideri sono acquistabili e gli acquisti sono l’unica libertà concessa.

Forse ho avanzato l’ordinazione troppo tardi. Non avrei dovuto perdere tutto quel tempo a leggere e rileggere la lettera di suicidio. […] L’Azienda spedisce apposta la missiva di dipartita autoindotta con poco preavviso. […] Una volta la inviavano con qualche giorno d’anticipo. […] Ma poi si sono accorti che le persone, in quel lasso di tempo, […] compravano tutto quello che potevano. Si accalcavano all’ingresso dei negozi e sgomitavano per non fare le file. In certi giorni, nei parchi commerciali, c’era tanta ressa che qualcuno rimaneva schiacciato. Per sicurezza, adesso, la lettera di suicidio viene recapitata prima dell’orario limite, in modo da lasciare solo il tempo per un ultimo acquisto. Io ho scelto il salmone crudo del ristorante Sushi-Sama, ma sono stato stupido. Avrei dovuto ordinare qualcosa dal continente. Allora sarei stato sicuro che sarebbe arrivato in tempo. Ho speso tutti quei soldi per qualcosa che forse non avrò nemmeno il tempo di gustare. 

– prima vita senza nome, Cronaca di un suicidio annunciato
Il volantino promozionale del Sushi-Sama, il ristorante in Giappone che offre autentico e pregiatissimo salmone in vitro.

Si avverte l’eco dei totalitarismi novecenteschi e l’isterismo da consumo che è l’ultimo e più reale modello di emozione alla portata di tutti.

Sono emozionato, il che è strano. È molto tempo che non provo alcunché per la mia vita e quella degli altri.

– prima vita senza nome, Cronaca di un suicidio annunciato

L’Azienda incoraggia a mantenere la sanità mentale con gli hobby («il collezionismo […] va per la maggiore») mentre i corpi si dilatano a furia di cibi sintetici, ingollati per il mero gusto «del consumo»; si incastrano in loculi aziendali di pochi metri quadrati senza finestre, come la carne pressata nelle scatolette d’alluminio.

E dipartisce così, grasso e flaccido, «più simile a un budino», l’uomo senza nome protagonista del primo capitolo. Come da prassi, milioni di nanomacchine si occupano del backup della sua mente: i dati, raccolti da uno dei molti aspira-coscienze al soldo dell’Azienda, verranno caricati in un drive e poi trasferiti nel cloud.

Come ti è stato illustrato durante il periodo educazionale, la tua coscienza è importante per noi! Per questo non vogliamo che si smarrisca. A tal fine è essenziale farne un backup completo, perché così possiate continuare a vivere all’interno del cloud. Lì, come coscienze pure, potrete continuare a lavorare e produrre, ma non solo! Se riuscirete a guadagnare abbastanza spazio nel cloud potrete venderlo in cambio di estensioni mentali, protesi digitali o addirittura dei completi e funzionanti corpi biologici (con intelligenza artificiale gemella in dotazione) coi quali potrete di nuovo esistere nelle tre dimensioni che conoscete.

– notifica di interruzione prima vita, Cronaca di un suicidio annunciato

In Cronaca di un suicidio annunciato i personaggi sono dei link, collegamenti di un racconto solo apparentemente sequenziale.

L’aspira-coscienze Philip McGregor e il becchino aziendale Gregory Coil non raccolgono solo le spoglie virtuali e mortali del suicida, ma anche lo spazio tra le pagine lasciato dal suo cuore ormai silenzioso.

Tutti e due svolgono un mestiere ingrato: Philip ha un’intelligenza artificiale gemella (I.A.G.) impiantata nella neocorteccia, affinché il sistema sia sempre informato sul suo operato e possa pagarlo in base alla valutazione assegnata; «Gregory […] fa il becchino da così tanto tempo che ormai la sua schiena si è spezzata» nonostante l’esoscheletro in titanio che l’Azienda fornisce ai necrofori per sollevare «quei corpi biologici da più di cento chili».

Alla fine di ogni mese, Rebecca invia un rapporto all’Azienda […]. Sono stato fortunato con lei: è gentile, qualche volta addirittura simpatica. Non parla troppo. So di certi colleghi che hanno avuto brutte esperienze con le loro I.A.G. Quando sono petulanti è davvero una tortura. Ti tocca andare in Azienda e domandare il trasferimento all’interno di un altro corpo biologico.

– Philip McGregor, Cronaca di un suicidio annunciato

Il percorso di collegamento continua con Rebecca, l’intelligenza artificiale gemella (I.A.G.) di Philip, e Xing-Ping, un poliziotto onirico.

l reincarnato Philip e il sinistro Xing-Ping ricordano un po’ Rick Deckard e Gaff di Blade Runner. Sopra, il cacciatore di taglie Gaff interpretato da Edward James Olmos.

A legarli tutti, il bene più prezioso di Gregory, qualcosa che in valore supera decisamente persino il «buon cibo» naturale, umido e fresco: una coscienza di tipo A (o superiore). Per questa ragione, l’Azienda, che non produce niente di autentico, vuole concludere prematuramente il ciclo vitale del suo dipendente, per conservarne l’essenza non sintetica nel cloud. Ma il becchino con l’anima non cerca l’eternità.

«La luce che arde col doppio di splendore brucia per metà tempo»: dice il creatore-padre alla sua macchina-figlio in Blade Runner e in Cronaca di un suicidio annunciato l’Azienda, preoccupata che il bisogno di indipendenza di Gregory lo porti alla morte prima di aver eseguito il backup fa scattare un’immediata risposta. 

Gregory afferma la propria possibilità di scelta, e il diritto di esercitarla, nella sola vera libertà che ha a disposizione: quella del pensiero. Ma non è il solo a parlare tra le pagine di Cronaca di un suicidio annunciato: nel corso dei nove capitoli-sinapsi, la vicenda si dipana personaggio dopo personaggio con prosa chiara e diretta, senza fronzoli.

Una scrittura bastone, priva di grazie superflue, che si esprime graficamente con nell’essenzialità della font Meta-The-Difference-Between-The-Two-Fonts (MTDBT2F). 

In tipografia, i caratteri senza grazie o bastoni sono quelli privi dei tratti terminali. La font usata in Cronaca di un suicidio annunciato è basata su un sistema di progettazione tipografica programmato, che consente la possibilità di generare un numero infinito di varianti di carattere.

Scrittura e soggetto, per carattere e immediatezza, ben si presterebbero a una trasposizione fumettistica: non a caso, prologo ed epilogo hanno la forma di letteratura disegnata (a tre colori su macroporosa carta blu) dal tratto di Giovanni Nardone, autore Tunué con Skull. Nel progetto Quanto contenuto e contenitore sono complementari: come ci ha raccontato l’editore e art director Giovanni Cavalleri, il formato dei primi due numeri della rivista è il bonellide, quello tipico degli storici fumetti pubblicati da Sergio Bonelli Editore.

Quanto è fedele alla tipica brossura bonelliana nelle misure, 16×21 centimetri, ma a differenza dei fumetti dell’editore milanese, la rivista letteraria fondata da Cavalleri e Toppan oltre all’inchiostro nero utilizza per le sue tavole e le pagine illustrate anche inchiostri pantoni metallici.

Scelte grafiche e materiali a parte, la percezione è accentuata da diverse arti visuali che si scoprono tra le pagine: la lettera di suicidio e un bollettino aziendale; un volantino pubblicitario (realizzato da Can Young) e un altro propagandistico (di Patrick Savile); le poesie di Gregory «scritte a mano, su un quaderno, con una penna» (firmate in realtà da Silvia Carobbio e Luigi Celebre); le infografiche sulle coscienze e il bugiardino della pistola a backup rapido in dotazione a Philip e agli altri agenti aziendali (di Manuel Bortoletti): tutti elementi fattuali di Cronaca di un suicidio annunciato, che siano fisici o virtuali, messi a disposizione dei personaggi o da loro creati. Integrazioni quasi da realtà aumentata.

Più che informazioni aggiuntive, letterali visioni che approfondiscono il (primo) mondo creato da Toppan. Un altro motivo per apprezzare il progetto Quanto: oggetto di design e viaggio speculativo.

E questo è Quanto. Cronaca di un suicidio annunciato. Le varie uscite formeranno un ipertesto di universi. Cosa riserverà in futuro questa rivista letteraria è un interrogativo quasi da intelligenza quantistica. Intanto, è disponibile ordinare il numero due su alcuni strepitosi store online come Edicola 518 e Frab’s.

Noi ringraziamo ancora i fondatori della rivista, Giovanni Cavalleri e Zeno Toppan per averci permesso di visitare una delle loro molte realtà.

– Ornella 🐱

Titolo: Quanto

Pagine: 64

Anno (Italia): 2019

ISBN: 9791220036313

Prezzo: 15,00 €

Ebook: //

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