#LEGGIAMOANGELACARTER ✍️ – “La camera di sangue” illustrata da Francesca Piccioni 🎨 📖 🖌

Nuova tappa del progetto #LEGGIAMOAngelaCarter: oggi ci dedichiamo a una delle fiabe della raccolta La camera di sangue, naturalmente firmata dalla signora del fantastico inglese, Angela Carter. Raccolta racchiusa nel primo volume de Nell’antro dell’alchimista, da poco tornato in libreria grazie a Fazi Editore.

Dopo l’interpretazione di Fausto Chiodoni della racconto La corte di Mr. Lyon, abbiamo chiesto a Francesca Piccioni di illustrare per noi un’altra delle dieci storie de La camera di sangue.

Ecco l’illustrazione di Francesca della fiaba La sposa della tigre… e ora lasciamo a lei la parola!

SOTTOLACOPERTINA: Benvenuta, Francesca, e grazie mille per aver accettato di far parte del progetto #LEGGIAMOAngelaCarter con la creazione di un lavoro ispirato a uno dei racconti de La camera di sangue. Che ne dici di presentarti ai lettori?

FRANCESCA PICCIONI: Grazie mille a voi per avermi invitata a far parte di questo bellissimo progetto. Mi chiamo Francesca Piccioni e mi sono diplomata in illustrazione all’accademia Nemo di Firenze, circa tre anni fa. Non mi definisco però propriamente un’illustratrice; sebbene ami follemente questo mondo, ho l’ambizione di diventare una storica, piuttosto, ragion per cui da due anni sono iscritta al corso di Beni artistici dell’Università di Firenze.

S: Sappiamo bene che, come noi, sei innamorata dei libri. Che genere di lettura potremmo trovare sul tuo comodino e cosa stai leggendo in questo periodo?

FP: Frequentando l’università, come sa chi è o è stato studente, per ora nella mia libreria di libri letti c’è posto solo per quelli in programma; ma essendo una compratrice compulsiva compro e inizio decine di libri che poi rimando per quando avrò tutto il tempo per godermeli. In genere amo i romanzi, ma vado a periodi: a volte ho proprio fame di saggi, oppure amo moltissimo anche leggere i fumetti. Di recente ne ho comprato uno che ho trovato per caso in fumetteria e di cui mi sono innamorata all’istante, e che attendo di leggere quest’estate anche se non ha parole ed è praticamente tutto disegnato, ma bisogna saperselo godere bene proprio per questo: si chiama Un’estate senza mamma di Grégory Panaccione. Insieme a lui, sul mio comodino giacciono in estenuante attesa Il Tema di Ayn Raad, Terre del finimondo di Jorge Amado, Netočka Nezvanova di Dostoevskij e, vergognosamente, tanti altri.

S: Raccontaci il tuo rapporto col genere fantastico e, in particolar modo, con il mondo delle fiabe.

FP: Non mi piace accostare il termine fantastico al genere delle fiabe, mi spiego meglio: le fiabe sicuramente hanno elementi fantastici, ma non raccontano storie fantastiche propriamente dette. Se penso ad una storia fantastica mi viene in mente Harry Potter, o altre saghe “fantasy”, sicuramente bellissime e molto importanti per una lettura di formazione. Ma le fiabe parlano un linguaggio più inconscio ed eterno, hanno una loro coerenza interna che ingloba i suoi elementi fantastici rendendoli più che reali; io non vedo le fiabe come letture di formazione ma più come nidi a cui tornare, come dei luoghi fuori dalla logica diacronica del tempo, che non servono solo in un dato momento e in un dato spazio ma che trascendono entrambi.

Anche per questa ragione penso che la rivisitazione delle fiabe della Carter risulti così credibile: non è banalmente un altro alternative universe (passatemi il termine) gotico della fiaba, già abbastanza gotica in realtà, de La Bella e la Bestia, ma è un’altra prospettiva di vedere una fiaba che, parlando un linguaggio quasi universale, può essere letta da mille punti di vista differenti – come per altro lei stessa fa con la fiaba di La corte di Mr. Lyon.

S: Conoscevi Angela Carter prima di aderire al nostro progetto di riscoperta di quest’autrice meravigliosa? Ci vuoi raccontare un po’ la tua prima esperienza con la sua scrittura e le sue storie?

FP: No, non la conoscevo. Purtroppo non conosco molte autrici, a parte quelle classiche che si trovano onnipresenti in libreria, per cui sono sempre molto contenta quando scopro un altro nome. Come accennavo nella precedente risposta, mi piace molto l’approccio che Angela Carter ha con le fiabe e la loro rivisitazione “per adulti”; riesce a far vibrare quelle corde capaci di risvegliare istinti assopiti che più uno cresce, più tende a dimenticare, dimenticando così anche il grande insegnamento delle fiabe. Cambiando il modo di raccontare riesce a rendere il messaggio, l’insegnamento della fiaba, più nuovo e più forte!

S: Come definiresti lo stile di Angela Carter in tre aggettivi? A che genere di lettore in particolare sentiresti di consigliare quest’autrice? Vorresti leggere dell’altro della sua produzione e, se sì, cosa?

FP: Un primo aggettivo che mi viene in mente è sotterranea, perché si muove sotto la superficie delle cose; poi manierista, perché ha nel modo in cui illustra le scene dei suoi racconti, dei colori molto forti, antinaturalistici, ma nell’insieme è sempre molto raffinata, mai eccessiva o roboante. La consiglierei a tutti quei lettori che amano passionalmente la scrittura di Edgar Allan Poe ma che soffrono ancora la mancanza di altri scritti di Emily Brontë!

I suoi scritti sembrano tutti molto interessanti, mi piacerebbe tanto leggere anche i suoi saggi, e i suoi racconti per bambini. Ma dei suoi romanzi mi ispira particolarmente La bottega dei giocattoli. C’è in lei qualcosa di vagamente perverso che mi attira particolarmente, questo suo modo di confondere e fondere assieme fiabe e giochi per bambini, con un forte e velato erotismo: due aspetti che possono sembrare opposti, ma che nascondono nel sostrato della forma la stessa identica pulsione alla vita, che da piccoli rimane in noi nell’eros. Spero si sia capito quello che voglio dire.

S: Per quale ragione, tra le dieci fiabe della raccolta La camera di sangue, hai scelto di illustrare proprio La sposa della tigre? Quali sono le tue impressioni su questo racconto?

FP: In realtà per una ragione piuttosto banale: ho una vera passione, quasi un ossessione diciamo, per i felini, grandi e piccoli, e questo racconto mi è piaciuto particolarmente per la fine, che lo lascia aperto e sospeso ma che non potrebbe essere più chiara di così. In realtà io mi sento e mi sono sempre sentita un po’ “la sposa della tigre”, per me è un po’ l’archetipo dell’amore, la bellezza e la delicatezza femminile che domina la forza della bestia. C’è qualcosa di profondamente vero e bellissimo in quest’aspetto duplice dell’amore, fragile e violento, quasi spietato – ma che lo è da entrambe le parti.

È come la doppia valenza del leone nella simbologia cristiana, da una parte nobile e fiero e infinitamente buono, dall’altra feroce e indomabile: l’amore riesce a tenere insieme questi due opposti. Credo d’avere una visione molto romantica del mondo, dopotutto. Ma sopratutto mi è piaciuto molto che in questa fiaba è valorizzato il lato femminile non nel solito aspetto della “bella in pericolo”, perché anche se la bestia è la tigre, quella davvero spietata sembra piuttosto essere la ragazza, che solo quando si arrende trova la perfetta comunione col mostro, che in fondo sa di essere lei stessa. Insomma questa versione de La Bella e la Bestia è la versione che io avrei voluto scrivere e che avrei voluto leggere e sono molto contenta d’averla almeno letta!

La camera di sangue, che contiene la fiaba illustrata di questo mese, è disponibile nel primo volume de Nell’antro dell’alchimista.

S: Ci racconti un po’ il soggetto del tuo lavoro, qual è il concept dietro l’illustrazione finita?

FP: Quando la figlia del truffatore vede per la prima volta la tigre, racconta che ha una maschera dalle sembianze perfette di un volto umano. Ho trovato questa scena particolarmente evocativa perché a prescindere dal fatto che la bestia doveva nascondersi (ora dirò forse una cosa banale) tutti noi nascondiamo dietro una presunta maschera di civiltà le nostre pulsioni e i nostri istinti più feroci. C’erano un milione di altre scene bellissime, ma questa mi pareva essere quella che meglio apriva le danze, diciamo. Perché per riuscire a spogliarsi davanti alla tigre, altra bellissima scena del racconto, prima bisogna prendere consapevolezza della maschera che lei e noi tutti portiamo sul volto delle nostre passioni. Poi mi affascinava particolarmente il dettaglio della maschera umana, legata con una sottile corda sopra il volto di una bestia. Non è un immagine bellissima? Dovevo assolutamente provare a disegnarla!

S: Che tecnica hai usato? Ci spiegheresti le varie fasi della lavorazione?

FP: Sono partita da uno schizzo a matita: lavoro sempre con matite molto morbide che lasciano un segno ben marcato, non ho per niente la mano delicata di un vero disegnatore, mi piace quasi rovinarlo il foglio. Poi però per la versione definitiva ho usato Procreate, mantenendo un pennello che aveva la texture di una matita 6B. Mi piacciono i colori piatti senza troppe sfumature, anche perché non sono mai stata brava e abbastanza paziente da usare il pennello; mi piace l’immediatezza del segno grafico e il colore incisivo e volevo fare un lavoro che rimanesse ben impresso.

S: Raccontaci un retroscena curioso di questo lavoro.

FP: Non so se può essere definito curioso, ma l’ho finita il giorno di San Valentino disegnando sull’iPad del mio moroso, che si è gentilmente offerto di comprare Procreate per farmi fare una bel lavoro.

S: Ti ringraziamo ancora per aver accettato di aderire all’iniziativa e, prima di salutarci, ti chiediamo qual è il tuo prossimo impegno nell’ambito artistico…

FP: Accidenti che domanda difficile, diciamo che per ora miro sopratutto a finire i miei studi… ma chissà cosa può nascondersi nel futuro!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...