#MERCOLEDÌINDIPENDENTI – Safarà Editore 🦉🗃✍️

Inizio anni Duemila. Comincia tutto con un negozio di fumetti e giochi in via Piave, nella Pordenone del PAFF! (primo “palazzo del fumetto” in Italia, ideato e diretto da Giulio De Vita) e protagonista trentennale della scena, per dirla alla Will Eisner, dell’“arte sequenziale”.

Un progetto tra amici, dove la “letteratura disegnata” (così Hugo Pratt) e il gioco si svelano strumenti di avvicinamento culturale. 

A descriverci il negozio come «un luogo speciale, […] magico», è la responsabile editoriale di Safarà Editore, Cristina Pascotto, e sorella di Guido Giuseppe, uno dei fondatori di quello spazio che, più che una semplice attività commerciale, era «una sorta di club dove i lettori potessero trovare fumetti, libri rari, confrontarsi e bere un buon caffè (o una birra), fare una partita a scacchi in ottima compagnia».

Il negozio, che porta il nome della casa editrice protagonista di questo nostro nuovo appuntamento con #Mercoledìindipendenti, diventa presto un luogo di richiamo. Un nido dove far schiudere i sogni di chi vuole guardare il mondo con occhi da civetta, animale che vede nell’oscurità, oltre il velo. Sotto le sue ali si radunano nuovi autori, desiderosi di spiccare il volo nel panorama prima fumettistico e letterario poi.

Il logo, prima dell’ultimo restyling, della casa editrice pordenonese.

L’idea di fondare una casa editrice è nata da quello spazio di condivisione, di immaginazione, di possibilità, dall’atmosfera che permeava quelle mura: ci ha ispirati a credere che la letteratura potesse condurci lontano. Ed è stato così.

Il nome Safarà viene dalla parola araba “سَفَر” (“sàfar”): cioè “viaggio”. E dal negozio di fumetti e giochi nasce Safarà Group, che di strada ne (sa)farà tanta: oltre al negozio, rinnovatosi nel 2015 e ancora in via Piave, inizia l’attività editoriale e quella di un’azienda di comunicazione cui fa capo il fratello di Cristina. Tutti i locali del gruppo, ora Dmyzero Srl, sono proprio lì, sopra la sede storica del negozio aperto nell’ormai lontano 2004.

Dieci anni dopo la prima inaugurazione della fumetteria Safarà, nasce l’omonima casa editrice.

Un’identità mutevole, in continuo rinnovamento, che nel tempo trova la sua strada, tra alti e bassi, fino a diventare la realtà indipendente che ha attirato il nostro sguardo (e ci piace pensare che, come la civetta del logo della casa editrice, anche noi abbiamo occhi che cercano altro).

Nel 2016 la famiglia Safarà si allarga e, ad oggi, i fratelli Pascotto hanno adottato Giuseppe D’Orsi (terzo socio e direttore creativo), Alice Intelisano (caporedattrice), Denise De Re (che si occupa dell’amministrazione) e Serena Talento (impagabile ufficio stampa).

Se negli anni le proposte Safarà si sono raffinate, con letture di altissima qualità, rimane obliqua l’offerta del catalogo, che resta di natura «vasta, aperta, trasversale». Il sàfar che anima la voglia di esplorare letterature eterogenee, «sconfinando attraverso le ispirazioni più diverse», il bisogno di esplorare «i territori linguistici più disparati».

Per questo motivo, nel nostro catalogo possono perfettamente coesistere Lanark, l’opera più celebre del grande autore scozzese Alasdair Gray – un libro-mondo di ispirazione distopica scritto in tre decadi a Glasgow, nel cuore del Novecento – e Onnazaka di Fumiko Enchi, un classico giapponese di impeccabile equilibrio e profondità al cui centro c’è una donna di indomabile forza, ambientato alla fine del periodo Edo: la letteratura, come ogni cosa a contatto con la diversità, fiorisce.

E allora «alcuna contraddizione» nemmeno sul conto del lettore tipo di Safarà Editore. Ognuno diverso e trasversale come i libri del catalogo, accomunati solo da un moto: la ricerca «dell’unicità dell’opera letteraria»; anche di quella che appartiene a «universi ancora impensati», di storie che, forse, non si sperava fossero state scritte.

Tra i safariani (come ribattezzati da Cristina, con gratitudine, i sostenitori della casa editrice), anche lettori molto giovani che seguono soprattutto (ma non solo!) le opere contemporanee. Un apprezzamento incoraggiante, che viene da un pubblico inaspettatamente viaggiatore, pronto a esplorare mondi più lontani rispetto il solito conosciuto.

Anche il formato ideato dalla casa editrice, con il taglio obliquo dell’oggetto-libro, porta sul piano della materialità la dichiarazione di poliedricità di Safarà Editore. Il taglio safariano è uno spiccare il volo verso l’alto, anche, con i fratelli Pascotto ormai cresciuti e pronti per lasciare il nido protettivo del passato. In egual misura, il libro obliquo è una ricerca di design che permette di leggere in prima battuta il bisogno (in termini di desiderio e necessità) di affermarsi oltre la ripetitività che assilla il mercato del libro: per quanto libera, l’identità è una condizione imprescindibile per qualunque missione editoriale per noi di Sottolacopertina.

I libri della casa editrice dal taglio obliquo. Testi che, trasversalmente, attraversano la realtà.

Un’unicità plurale che Safarà, grazie al lavoro di Giuseppe D’Orsi, sta provando a condensare anche sulle copertine. Come ci racconta Cristina, è lo stesso direttore artistico a firmare «molte delle illustrazioni più amate» dai lettori, ed è sempre lui che «affida a un team di fantastici illustratori – tra cui Mirko Fort, Laura Pizzato, e ora anche mimi e coco, artisti che utilizzano le tecniche più diverse».

E a tal proposito, interessantissime, sono le note sui progetti grafici alla fine dei volumi safariani, in cui il direttore artistico illustra ai lettori il concept e le scelte stilistiche che si celano dietro ogni copertina.

Ma cosa aspettarci da una realtà così intraprendente nel prossimo futuro?

Uno dei titoli più attesi di questo anno è sicuramente Le pianure di Gerald Murnane – in uscita il prossimo 7 novembre – che proprio quest’anno era nella lista dei favoriti per il Nobel per la letteratura; decidere di pubblicarlo è stata una grande scommessa, e potete immaginare la gioia nel vedere il suo nome lassù […]! Il 2020 sarà ricco di novità speciali: una grande saga fantastica di un autore inglese che abbatte ogni definizione di genere, un poeta della prosa la cui scrittura è un autentico incantesimo.

«Questo barista di una polverosa città australiana potrebbe essere il prossimo premio Nobel per la letteratura?» © The New York Times

Non ci saranno invece grandi cambiamenti sul numero di pubblicazioni annue: nel 2020 usciranno dieci opere di narrativa e due di saggistica

È nostra ferma intenzione non pubblicare oltre questo numero e opporci alla sovrapproduzione che domina le logiche della grande editoria – che uccide la letteratura, l’editoria, e il significato di questo mondo.

Però, continua Cristina, «stiamo lavorando per potenziare al massimo le tecnologie che traghetteranno i nostri libri nel futuro»: molti dei titoli sono già disponibili in ebook, e noi ci auguriamo che anche i mancanti si aggiungano presto all’offerta!

Prima di salutarci, però, chiediamo quale libro, tra i tanti, è il più amato.

È la domanda più difficile di questa bellissima intervista, e non possiamo dare una risposta esaustiva! Di sicuro proviamo un amore sconfinato per Lanark, verso il cui autore proviamo estrema gratitudine per la fiducia riposta, all’epoca, in due ragazzi con qualche buona idea e una buona dose di avventatezza: Gray credette in Safarà, ed essere ora la sua voce in Italia ci riempie di orgoglio. Un’altra autrice che amiamo profondamente è Barbara Comyns: talento del gotico inglese novecentesco, sottile e penetrante, un’autrice dal fascino pervasivo e irresistibile: con grande tenacia siamo riusciti a portarla ai lettori italiani, che stanno rispondendo con grande entusiasmo: questo ci rende oltremodo felici!

Incuriosite, prendiamo immediatamente nota di Lanark, plurielogiata opera, definita dal The Guardian come «uno dei pilastri della narrativa del XX secolo»! E della Comyns siamo già, tragicamente, innamorate; tant’è che Cristina non sbaglia quando le chiediamo quale titolo, secondo lei, è perfetto per Sottolacopertina.

Potrei consigliarvi proprio le opere di Barbara Comyns, a partire dalla sua etera Ragazza che levita: il suo profondo senso della storia, i suoi incubi e i suoi sogni, il senso del grottesco e di magia terrena che avvolge la sua Alice, non vi deluderanno!

Ne abbiamo scritto un’entusiasta recensione, qui.

«Barbara Comyns è una precorritrice di Angela Carter.» © Ansa.it

Ringraziamo Cristina per aver partecipato alla nostra rubrica, dedicata alle realtà editoriali indipendenti più interessanti, e vi anticipiamo che la prossima settimana pubblicheremo la recensione di un altro titolo di Safarà Editore: il romanzo distopico Amatka della scrittrice svedese Karin Tidbeck… Al prossimo #Mercoledìindipendenti!

«Il mio libro preferito degli ultimi anni, un classico istantaneo.» © Jeff VanderMeer

– Ornella 🐱

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